Franco Londei

Politicamente non schierato. Sostengo chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia

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2 Comments

  • Di Obama e della sua amministrazione non mi sono mai fidato. Israele deve valutare molto attentamente le proposte che arrivano da quella parte.

  • Seguendo la vicenda minuto per minuto, ogni previsione e valutazione sulla crisi Israele-Hamas potrà risultare azzardata.
    Si può tuttavia tentare qualche osservazione.
    E’ chiaro per esempio che gli USA e il Consiglio di sicurezza vogliono salvare Hamas e impedirne il disarmo.
    Questo vale di sicuro per il momento e con ogni probabilità anche per il futuro, nonostante le dichiarazioni di Obama nel merito.
    Il disarmo della striscia non é certo un obiettivo degli USA , men che meno dell’ONU, che con le organizzazione terroristiche in loco collabora da sempre in posizione subalterna.
    Quale é quindi l’obiettivo degli USA?
    Credo che questi stiano stringendo un patto di non aggressione con l’Iran e su questo vogliano edificare un nuovo equilibrio regionale.
    Questo equilibrio prevede la precarizzazione della posizione di Israele, che vivrà sotto minaccia sia terroristica che nucleare.
    Per di più questo patto dovrebbe favorire l’accettazione per lo Stato ebraico di uno Stato palestinese nei meni sicuri confini stabiliti sulla base della linea verde del 1948.
    La precarizzazione di Israele diviene ancora più evidente, perché non é difficile prevedere l’indebolimento della sua difesa , nonché il fatto che il nuovo Stato palestinese avrà un ‘indirizzo terroristico per soddisfare la sua pulsione irredentista.
    Obama é però abituato nei suoi “desiderata” a fare i conti senza l’oste.
    Un quadro del genere non potrà mai realizzarsi pacificamente
    E’ il modo migliore per favorire guerre e distruzioni maggiori che in passato.
    Ma forse é proprio questo che il Presidente “abbronzato” desidera.
    Per scongiurarlo é necessario che Israele si irrigidisca ad ogni passo dell’Amministrazione USA in questa direzione e cerchi di stringere patti più stretti con alleati regionali che si sentono minacciati dai progetti USA.
    E al contempo che accetti una certa “impopolarità e come male minore un certo isolamento internazionale.
    L’unica speranza é che la prossima Amministrazione cambi indirizzo, anche se i danni procurati da Obama per fare un discutibile e irrazionale interesse americano saranno difficilmente riparabili.
    In chiusura ho l’impressione che certe scelte strategiche – vedi Obama- siano dettate più da pulsioni e desideri personali che dalla ragione.
    Per esempio, considerare centrale la questione palestinese – in questa fase delle vicende mediorientali – mi sembra più che altro un luogo comune.

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