Medio Oriente: 1000 missili balistici siriani puntati su Israele. Immobilità internazionale

La Siria ha oltre 1000 missili balistici puntati su Israele. A riferirlo a Debka File, il sito molto vicino all’intelligence israeliana, sono fonti militari israeliane. Secondo quanto diffuso ieri dal sito di Debka i missili sarebbero puntati tutti su obbiettivi militari e civili israeliani, in particolare sulle zone altamente abitate intorno a Tel Aviv.

Secondo quanto si apprende da fonti dell’intelligence israeliana, la Siria avrebbe contrabbandato buona parte del suo propellente liquido per missili verso Hezbollah mentre i tecnici siriani, coadiuvati da ingegneri nordcoreani, avrebbero messo a punto un propellente solido per i missili balistici. Il propellente solido permette ai missili balistici di essere molto più precisi e di avere una maggiore gittata rispetto al propellente liquido.

Fonti militari occidentali, tra le quali una componente dell’intelligence del Pentagono, riferiscono che il centro di comando nato per coordinare una offensiva missilistica contro Israele, sarebbe posizionato presso la sede del coordinamento tra le forze siriane, quelle iraniane, di Hezbollah e di Hamas nel centro di Damasco. Il centro di coordinamento interforze, che opera sotto diretto comando iraniano è nato, secondo quanto riferisce Debka, da una riunione tra il Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, il Presidente siriano Bashar Assad e il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, tenutosi a Damasco lo scorso 25 febbraio. Lo scopo del coordinamento interforze è quello di individuare gli obbiettivi primari da colpire in Israele.

Debka riporta anche alcune dichiarazioni del leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, che non lasciano adito a dubbi sulle reali intenzioni del trittico terrorista formato da Siria, Iran ed Hezbollah, intenzioni che sono chiaramente volte alla distruzione di Israele.

Visto e considerato che le informazioni date da Debka File sono, purtroppo, sempre risultate veritiere e visto che le fonti di Debka sono assolutamente attendibili (intelligence israeliana, USA e NATO), non ci rimane altro che considerare la minaccia siriana (iraniana) molto attendibile.

E’ chiaro che negli ultimi mesi il continuo riarmo di Hezbollah, della Siria e dell’Iran con missili sempre più potenti e distruttivi unito alle chiare e non interpretabili dichiarazioni dei leader si Hezbollah, Iran e Siria, non può che essere considerato un atto ostile verso Israele.

Israele ha il Diritto di difendersi in tutti i modi, compresi quelli considerati come “azioni preventive” oppure “azioni di guerra contro gruppi terroristici”. In particolare in quest’ultimo caso la legislazione internazionale risulta essere piuttosto lacunosa e per questo andrebbe tempestivamente rivista e aggiornata. E’ inconcepibile che un civile armato (terrorista), come nel caso dei miliziani di Hamas ed Hezbollah, possa essere difeso dalle leggi internazionali solo perché non indossa una divisa. Questa è una stortura del Diritto Internazionale che va corretta al più presto.

Infine, lasciatemi dire che l’immobilità della comunità internazionale verso Siria, Iran ed Hezbollah, sta portando il Medio Oriente verso una crisi bellica dalle conseguenze difficilmente immaginabili. In particolare l’incompetenza dell’amministrazione americana sta facendo tantissimi danni ai quali sarà pressoché impossibile porre rimedio. Non si può più chiedere a Israele di rimanere passiva ad aspettare il prossimo olocausto. Il Diritto all’esistenza di Israele non può più essere messo in dubbio.

Miriam Bolaffi

  1. “Non si può più chiedere a Israele di rimanere passiva ad aspettare il prossimo olocausto.”

    Israele mi sembra tutt’altro che passiva, anzi sta attivamente mettendo in atto un olocausto a Gaza. L’immobilità della comunità internazionale sta portando ad una crisi bellica non perché quest’ultima non prende posizione contro gli “Stati canaglia” (cosa che invece fa) ma perché non è stata capace di sconfessare i massacri di Gaza.
    Con questo non voglio dire che si può permettere alla Siria, o a qualsiasi altro Paese, di sferrare attacchi gratuiti ad Israele, voglio soltanto far chiarezza ed evitare storture.

    1. E tu avresti fatto chiarezza !!!! adossando la situazione del popolo palestinese tutta e completamente a Israele, ma pe piacere, già con arafa t il popolo palestinese s’è scelto o meglio ha dovuto subire un mafioso/terrorista ed infantile come condottiero, oggi il popolo palestinese s’è scelto un gruppo terrorista che lo stà affamendo, e allora chi è causa del suo mal pianga se stesso… altro che far chiarezza,

  2. se c’è un colpevole della situazione a Gaza questo è da individuare in Hamas e solo in Hamas. Non c’è alcun genocidio in corso a Gaza e gli israeliani non ce l’hanno con i palestinesi ma con Hamas e con coloro che fomentano il terrorismo. Si continuano a chiedere cose a Israele ma allo stesso tempo si coontinua a non riconoscerlo come stato. Gli aiuti umanitari entrano a Gaza solo che vengono gestiti e rivenduti da Hamas. Se leggi l’articolo di ieri (sempre su Secondo Protocollo) potrai vedere la lista completa degli aiuti che entrano a Gaza. Quandi, non diciamo cavolate. Israele fa fin troppo per Gaza e non dovrebbe farlo essendo in guerra con Hamas. Poi sarebbe bello sapere cosa significa “attacchi gratuiti”. Cioè, se hanno un motivo che secondo loro è valido (la fandonia dell’assedio a Gaza per esempio), possono attaccare Israele?

  3. si parla tanto di assedio a Gaza, ma a sud gaza non confina con l’amico popolo egiziano ??? e perchè gli egiziani hanno incominciato a costruire una barriera o muro in acciaio che sprofonda anche nel sottosuolo ??? e perchè gli egiziani quando gli israeliani hanno offerto a loro la striscia di gaza, l’hanoo gentilemnte rifiutata ??? forse perchè conoscevano fin troppo bene i “poveri ” palestinesi ???

I commenti sono chiusi.

Zeen is a next generation WordPress theme. It’s powerful, beautifully designed and comes with everything you need to engage your visitors and increase conversions.