La Siria non è diventata un enorme campo di battaglia per caso ma perché proprio sulla Siria Barack Obama aveva riposto tutte le sue speranze di veder trionfare la Fratellanza Musulmana in Medio Oriente. Solo che ha clamorosamente sbagliato i suoi calcoli e se oggi la Siria è quel campo di battaglia che vediamo, se oggi in Siria ci sono Putin e gli Ayatollah iraniani la colpa è solo di Obama.

Assad può non piacere così come può non piacere Putin (a me personalmente non piacciono) ma andare a cercare altre scuse o attribuire solo a loro le responsabilità del massacro in Siria non solo è sbagliato, significa non essere intellettualmente onesti.

Quando Barack Obama e Hillary Clinton hanno deciso di foraggiare la ribellione in Siria e di armare i cosiddetti “ribelli siriani” non potevano pensare che Assad e Putin rimanessero inermi come era avvenuto in Egitto e in Libia. Se lo hanno pensato sono più idioti di quanto si possa pensare. Putin non poteva perdere i porti sul Mediterraneo garantiti dal regime siriano e Assad, volenti o nolenti, era stato rieletto alla presidenza della Siria da votazioni giudicate (con tutte le cautele del caso) “abbastanza regolari”. Il maldestro tentativo di rovesciare Assad senza passare dal voto ma con rivolte di piazza, poi trasformatesi in guerriglia, ha creato una situazione esplosiva che nel giro di pochi anni ha contagiato tutto il Medio Oriente, ha permesso a ISIS di nascere e prosperare, ha riportato Al-Qaeda a battersi per un territorio e infine ha esacerbato il conflitto all’interno dell’islam tra sunniti e sciiti. E, parliamoci chiaro, in tutto questo Putin non c’entra nulla (e o dice uno a cui Putin non piace per nulla). Il peccato originale si chiama Barack Obama (e Hillary Clinton).

Poi si può discutere di tutto, si può dire che Assad è un macellaio come lo era il padre, che il regime di Damasco è uno dei regimi che più di tutti ha aiutato i peggiori gruppi terroristici in medio Oriente, si può affermare che Putin e Assad non si fanno scrupolo di bombardare civili inermi, che gli Ayatollah iraniani ne hanno approfittato per posizionarsi a pochi Km dal confine con Israele e che tutti insieme commettono orribili crimini di guerra. E’ tutto giusto, ma alla base c’è un enorme responsabilità di Barack Obama e di Hillary Clinton. Negarlo vuol dire non essere onesti a prescindere dall’odio verso Putin, Assad e gli iraniani.

Questa naturalmente non vuole e non deve essere una giustificazione ai crimini indicibili commessi in Siria da Putin, Assad e dai loro amici iraniani (aiutati da Hezbollah) né a quelli della cosiddetta “resistenza siriana” un insieme di sigle islamiste che nella migliore delle ipotesi non sono migliori dei macellai iraniani e russi, ma vedere Obama alla sua ultima conferenza stampa accusare Putin di quanto avviene in Siria è davvero troppo.

1 Comment

  1. Pasqualino 7B

    Per diventare un buon muratore ci vuole tanta volonta’, spirito di sacrificio e 15 anni di duro lavoro…Obama non c’entra niente.-